Terapia Intensiva Cardiochirurgica

La Terapia intensiva è dotata di 8 posti letto (7+1 contumaciale) muniti di sistemi di monitoraggio sia invasivo che non (ECG continuo a 6 derivazioni periferiche, misurazione cruente ed incruenta della pressione arteriosa, nonchè delle pressioni di riempimento striali, e di incuneamento polmonare, saturimetria periferica); di un ventilatore di ultima generazione; di un sistema di pompe infusionali (sia pompe siringhe che pompe peristaltiche); di un sistema di aspirazione; di un sistema di riscaldamento del paziente; di una bilancia collegata al letto di degenza che può essere spezzato in due punti fino al posizionamento in beach-chair con telecomando.

Patologie Trattate

Gli utenti del servizio sono, per la maggior parte, pazienti che, sia in regime di elezione che di urgenza-emergenza, si sottopongono ad interventi cardiochirurgici, di Chirurgia Vascolare o di procedure di cardiologia invasiva complicate.

 

La Struttura

La Terapia intensiva è dotata di 8 posti letto (7+1 contumaciale)

Le Sale Operatorie sono 2 con una ricovery room adiacente.

Ciascuna postazione è dotata di:

  1. ECG “full disclosure” a 12 derivazioni
  2. misurazione cruenta ed incruenta della pressione arteriosa, nonché delle pressioni di riempimento atriali e di incuneamento polmonare
  3. saturimetria periferica
  4. monitoraggio dell’attività elettrica cerebrale (BIS) e dell’ossigenazione cerebrale (INVOS)
  5. della Gittata cardiaca attraverso il Catetere di Swan Ganz e del sistema PiCCO

È altresì in dotazione a ciascuna postazione:

  1. un ventilatore di ultima generazione
  2. un sistema di pompe infusionali (sia pompe siringhe che pompe peristaltiche); di un sistema di aspirazione; di un sistema di riscaldamento del paziente sia ad aria che attraverso riscaldamento dei fluidi infusi
  3. di una bilancia collegata al letto di degenza la cui posizione può variare da quella per RCP alla“beach-chair”.

Tutti i dati monitorizzati, ivi compresi gli esami di laboratorio e quelli offerti dalla Diagnostica per immagini vengono inviati in rete “real time”, elaborati ed immagazzinati grazie a software dedicati forniti da “General Electric" e “Dedalus" soddisfacendo i più recenti criteri di accreditamento in merito alla dematerializzazione della cartella clinica in area critica garantendo elevazione della qualità assistenzale e basso impatto ambientale con minimo utilizzo supporto cartaceo.

 

Attività, Servizi e Procedure

In una chirurgia complessa come quella cardiovascolare e con il crescente sviluppo delle attività di cardiologia interventistica, il ruolo dell'anestesista non si limita a quello, seppur fondamentale, della somministrazione dei farmaci anestetici per la effettuazione dell' intervento chirurgico, ma assume un ruolo ha un ruolo fondamentale durante tutto l’iter diagnostico terapeutico degli utenti.L’ UO di Anestesia e Terapia Intensiva è perciò quotidianamente coinvolta nella discussione con cardiologi e chirurghi sulle decisioni riguardanti il miglior approccio al malato. L’anestesista provvede alla stratificazione del rischio connesso ad ogni procedura invasiva nonché all’anestesia stessa, attraverso il colloquio e la visita pre-procedura, predispone e valuta gli approfondimenti diagnostici necessari e prescrive le terapie propedeutiche alle procedure. E’ l’anestesista che pianifica la strategia anestesiologica confrontandosi con l’operatore al fine di scegliere la tecnica che meglio si adatta al paziente.

Il Servizio assicura, oltre alla presenza dell’anestesista in sala operatoria ed in Terapia Intensiva, l’immediata e tempestiva disponibilità laddove sia necessario un intervento di natura anestesiologica (ad es. posizionamento di cateteri venosi centrali o sedazione ed assistenza in corso di procedure emodinamiche o elettrofisiologiche) o rianimatoria.

 

Tecniche

Nell’ambito delle tecniche anestesiologiche vengono eseguite quelle più all’avanguardia nel panorama anestesiologico:

  1. l’anestesia totale endovenosa (TIVA/TCI) con ipnotici ed analgesici a brevissima emivita anche nella sua variante più recente,la target controlled infusion (TCI) che consentono un rapido risveglio e più brevi tempi di degenza
  2. l’anestesia integrata mediante il posizionamento di un catetere epidurale toracico che, tra gli altri vantaggi possiede quello di un miglior controllo del dolore postoperatorio, essenziale per il recupero dell’autonomia respiratoria del paziente
  3. i blocchi dei plessi nervosi periferici, quale, ad esempio quello cervicale, superficiale e profondo, che permette l’esecuzione di interventi chirurgici sull’arteria carotide a paziente vigile in modo da monitorizzare e quindi rapidamente intervenire su eventuali accidenti cerebrali;
  4. l’assetto emocoagulativo viene monitoriamo attraverso le più moderne strumentazioni a disposizione (Aggregometria, Tromboelastografia (TEG) e dosaggio dell’eparinemia (HMS System).

L’anestesista esegue anche l’ecocardiografia transesofagea intra e postoperatoria al fine di valutare, tra l’altro, la contrattilità cardiaca e la cinesi segmentarla nonché di descrivere il meccanismo d’azione delle patologie valvolari e verificare il corretto funzionamento delle protesi impiantate.

Peculiare è anche l’utilizzo di sistemi di recupero del sangue intra e postoperatorio di ultimissima generazione che consentono una netta diminuzione dell’utilizzo di sangue eterologo ed in molti casi l’assoluta assenza di trasfusioni.

In particolari casi è previsto il posizionamento del catetere di Swan-Ganz, golden standard nel monitoraggio emodinamico postoperatorio.

Il Servizio pianifica e gestisce, grazie alle competenze sviluppate da proprio staff infermieristico, trattamenti ciclici di CRRT nei pazienti affetti da deficit della funzionalità renale transitori o permanenti preesistenti o insorti nel periodo perioperatorio piuttosto che a seguito di somministrazione di mezzo di contrasto o a seguito di scompenso cardiorespiratorio o metabolico.

 

L’eccellenza

Lo staff della Casa di Cura Montevergine è stata nel 2003, tra i primi centri italiani in cui si sia effettuato un intervento di rivascolarizzazione miocardia a paziente vigile, grazie al posizionamento del catetere epidurale toracico.

Il Servizio assicura anche l’anestesia dei paziente da sottoporre ad impianto di bioprotesi aortica per via transapicale o transfemorale. Quest’ultima tecnica è ormai possibile associando quella che comunemente viene definita “sedazione”, senza ,quindi, un’anestesia generale “strictu sensu”. Ciò, unitamente ai presidi cardiologici sempre meno invasivi, ha consentito un’allargamento delle indicazioni dell’impianto di protesi aortiche per via endovascolare.

Gli anestesisti sono altresì impegnati nel monitoraggio e nell’assistenza periprocedurali dei pazienti da sottoporre ad impianto percutaneo di stent carotidei.

Inolre, ancora grazie all’utilizzo di anestetici a brevissima emività è possibile offrire una sedazione profonda, ma a rapidissimo recupero durante le procedure di elettrofisiologia più rischiose quale, ad esempio l’estrazione di elettrocateteri in pz ad elevata fraility o l’ablazione di aritmie ventricolari e sopraventricolari.

 

Fase postoperatoria

Il paziente permane analgosedato e meccanicamente ventilato in Terapia intensiva per circa 2 ore; viene quindi “svegliato” e svezzato dal ventilatore, ponendo massima attenzione al controllo del dolore postoperatorio ed al monitoraggio delle complicanze connesse all’intervento cardiochirurgico ( sanguinamento, aritmie, deficit respiratori o renali, raffreddamento fisico, etc). Entro 24 ore, viene quindi inviato al reparto di degenza ordinario.

 

INFORMAZIONI

Dalle 16:00 alle 17:00 è possibile effettuare il colloquio con il Responsabile del Servizio o con l’anestesista di turno.

Responsabile

Staff

dott. Angelo Ausania
dott. Donato Catapano
dott. Giovanni Cerullo
dott. Arturo Fontanelli
dott. Nicola Guarente
dott. Giampaolo Petroni